Diventa espositore Visita la fiera
Il nuovo turismo ferroviario: perché i treni stanno tornando protagonisti dei viaggi europei

Turismo ferroviario in Europa: perché il treno torna protagonista

Per anni il turismo europeo ha viaggiato soprattutto in aereo. L’espansione delle compagnie low cost ha cambiato il modo di spostarsi e ha aperto le porte a destinazioni fino ad allora poco frequentate. Bastava un nuovo collegamento per trasformare una città in una meta turistica. Oggi il panorama è diverso.

Il treno sta riconquistando spazio. Non perché sostituirà l’aereo, ma perché risponde meglio a molte esigenze del viaggiatore contemporaneo. È comodo. Evita lunghe attese negli aeroporti. Porta direttamente nei centri urbani. E, sulle tratte medio-brevi, spesso fa risparmiare tempo.

Dietro questo ritorno non c’è solo la sostenibilità. Pesano gli investimenti nelle infrastrutture, l’espansione dell’alta velocità, il rilancio dei collegamenti internazionali e una nuova idea di viaggio, dove anche il percorso ha un valore.

Per il turismo è molto più di un cambio di abitudini. È un’evoluzione che può modificare la competitività di interi territori.

Dal dominio dell’aereo al ritorno del treno

Per oltre vent’anni l’aereo è stato il motore della crescita turistica europea. Con pochi euro era possibile trascorrere un fine settimana a Barcellona, Berlino o Praga. Le distanze si sono accorciate e molte destinazioni hanno costruito il proprio sviluppo proprio grazie ai nuovi collegamenti aerei.

Il treno, nello stesso periodo, sembrava destinato a un ruolo secondario. Poi qualcosa è cambiato. Negli aeroporti sono aumentati i tempi di attesa. Alcune rotte sono diventate meno convenienti. Intanto le reti ferroviarie hanno continuato a crescere e i collegamenti sono migliorati.

Per chi deve percorrere poche centinaia di chilometri, il treno è tornato a essere una scelta naturale. Si sale in centro città. Si arriva in centro città. Senza check-in, controlli di sicurezza o trasferimenti dagli aeroporti. È anche per questo che il turismo ferroviario sta vivendo una nuova stagione.

I numeri che raccontano la rinascita ferroviaria europea

I dati raccontano una crescita che va oltre l’impressione. Secondo Eurostat, nel 2024 il traffico ferroviario passeggeri nell’Unione Europea ha raggiunto circa 444 miliardi di passeggeri-chilometro, con un aumento del 5,8% rispetto all’anno precedente. Il livello più alto degli ultimi anni e superiore a quello registrato prima della pandemia.

Il dato interessante, però, non è solo quantitativo. Sempre più persone scelgono il treno per partire in vacanza, organizzare un weekend o costruire un itinerario attraverso più città.

Succede, ad esempio, tra Milano e Parigi, tra Vienna e Venezia o lungo gli itinerari che collegano più capitali europee. Il viaggio diventa parte dell’esperienza e non soltanto il tempo necessario per raggiungere una destinazione.

È un cambiamento che lascia intravedere una tendenza destinata a consolidarsi.

L’alta velocità sta ridisegnando la geografia del turismo europeo

Bastano poche ore di viaggio per cambiare la percezione di una destinazione. Una città raggiungibile in due ore entra facilmente nei programmi di un weekend. Se ne servono cinque o sei, spesso viene rimandata. L’alta velocità sta modificando proprio questo equilibrio.

Nuove linee ferroviarie stanno avvicinando territori che fino a poco tempo fa sembravano lontani. Non riguarda solo le grandi capitali. Anche città di medie dimensioni stanno entrando nei circuiti turistici grazie a collegamenti più rapidi.

La Commissione Europea, attraverso il programma TEN-T, considera la rete ferroviaria uno degli strumenti strategici per migliorare la mobilità nel continente. L’obiettivo è rendere sempre più semplici gli spostamenti tra Paesi, integrare ferrovia, aeroporti e porti e raddoppiare il traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030.

Per il turismo significa una cosa molto concreta: ampliare la mappa delle destinazioni facilmente raggiungibili.

Il ritorno dei treni notturni e il fascino del viaggio lento

Fino a qualche anno fa sembravano appartenere al passato. Oggi i treni notturni stanno tornando. Diverse compagnie europee hanno riaperto collegamenti sleeper tra grandi città, puntando su una formula che unisce praticità ed esperienza. Chi parte la sera arriva al mattino senza perdere una giornata di viaggio. È una soluzione che permette anche di risparmiare una notte in albergo. Ma c’è un aspetto meno evidente.

Sempre più viaggiatori non cercano soltanto di arrivare il prima possibile. Vogliono godersi il percorso. Guardare il paesaggio cambiare dal finestrino. Fermarsi lungo il tragitto. Visitare una città non prevista. È la stessa filosofia che alimenta la crescita del turismo lento, sempre più apprezzato da chi preferisce esperienze meno frenetiche.

Perché il turista che viaggia in treno può generare più valore per le destinazioni

Il valore del turismo ferroviario non si misura soltanto dal numero dei passeggeri. Conta anche il modo in cui questi viaggiatori si muovono. Chi sceglie il treno tende più facilmente a inserire una tappa intermedia nel proprio itinerario. Magari una notte a Bologna prima di arrivare a Firenze. Oppure una sosta a Verona durante un viaggio verso Venezia.

Ogni fermata significa pernottamenti, ristoranti, musei, negozi e servizi. La spesa si distribuisce sul territorio invece di concentrarsi in poche grandi città. È un’opportunità soprattutto per le destinazioni meno conosciute, che possono intercettare nuovi flussi senza dover competere direttamente con le grandi capitali del turismo europeo.

Quali opportunità per l’Italia e il Mediterraneo

L’Italia dispone di uno dei sistemi di alta velocità più sviluppati d’Europa. È un vantaggio che può andare ben oltre gli spostamenti interni. Le città d’arte, i borghi, le destinazioni enogastronomiche e molte località del Sud possono beneficiare di collegamenti ferroviari sempre più integrati con aeroporti, porti e trasporto pubblico. 

La sfida non è costruire nuove linee ovunque. È trasformare la mobilità in un elemento dell’offerta turistica. La Commissione Europea insiste proprio su questo punto: reti di trasporto più integrate rendono i territori più competitivi e più attrattivi per residenti, imprese e visitatori.

Il futuro sarà multimodale

Non esiste una sfida tra treno e aereo. Esistono viaggi diversi. Per le lunghe distanze l’aereo resterà indispensabile. Per molti spostamenti europei, invece, il treno continuerà a guadagnare spazio. La vera partita si gioca sull’integrazione.

Chi arriva in aeroporto dovrebbe poter raggiungere facilmente una stazione ferroviaria. Chi viaggia in treno dovrebbe trovare collegamenti semplici con autobus, metropolitane e servizi turistici.  Come evidenzia l’European Environment Agency, la sfida europea non consiste soltanto nel rendere i mezzi di trasporto più puliti, ma nel ripensare il modo in cui persone e merci si spostano. In questo scenario, anche il trasporto ferroviario assume un ruolo sempre più importante all’interno di un sistema di mobilità integrato e sostenibile.

Le destinazioni che sapranno rendere gli spostamenti più fluidi avranno un vantaggio competitivo sempre maggiore.  Perché il viaggio non comincia davanti a un monumento.

Comincia molto prima. Comincia nel momento in cui partire diventa semplice.