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Turismo internazionale in Italia

Turismo internazionale in Italia: spesa straniera +5,4%

Nel primo trimestre 2026 gli stranieri hanno speso in Italia il 5,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che racconta un turismo internazionale ancora in movimento e che porta effetti concreti su hotel, ristoranti, negozi e servizi collegati ai viaggi.

Il dato arriva dall’Indagine sul turismo internazionale Banca d’Italia, pubblicata il 26 giugno 2026, e riguarda una fase in cui il valore economico dei soggiorni sta diventando sempre più centrale per gli operatori. Non basta più contare gli arrivi: per una destinazione conta quanto ogni visitatore spende, quanto tempo rimane e quali attività sceglie durante la permanenza.

A incidere sul risultato del primo trimestre sono stati anche i Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina. L’evento ha portato in Italia circa 250 mila viaggiatori internazionali, con una spesa stimata di quasi 400 milioni di euro.

Per il turismo italiano il tema non è soltanto attirare nuovi visitatori, ma riuscire a distribuire il valore della loro presenza su più attività: dall’ospitalità alla ristorazione, dalle esperienze culturali agli acquisti sul territorio.

La spesa turistica cresce più del semplice numero degli arrivi

Nel turismo internazionale il numero degli arrivi è solo uno degli indicatori da osservare. Per chi lavora nell’ospitalità conta soprattutto il valore generato durante il soggiorno. Due destinazioni possono accogliere lo stesso numero di visitatori e ottenere risultati economici molto diversi. La differenza la fanno la durata della permanenza, il livello di spesa e la capacità di proporre attività oltre al semplice pernottamento.

Un soggiorno che comprende una visita guidata, una cena in un ristorante locale, un’esperienza enogastronomica o un’escursione permette a più imprese del territorio di beneficiare della presenza del turista. Per leggere il mercato è quindi necessario distinguere:

  • arrivi, cioè il numero dei viaggiatori che raggiungono una destinazione;
  • pernottamenti, ovvero le notti trascorse nelle strutture ricettive;
  • durata media del viaggio;
  • spesa media, cioè quanto viene speso durante la permanenza.

Nel 2025 i viaggiatori stranieri pernottanti sono aumentati del 6,3%, mentre la spesa media per notte è cresciuta del 2,6%. Allo stesso tempo, la durata media dei viaggi si è ridotta.

Il mercato sta quindi cambiando: soggiorni più brevi, ma con una maggiore spesa quotidiana. Per gli operatori significa lavorare sulla qualità dell’offerta e sulla capacità di valorizzare ogni momento del viaggio.

Il 2025 ha consolidato il peso economico dell’incoming

Il dato del primo trimestre 2026 si inserisce in un quadro positivo già evidenziato nel corso del 2025.

La spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha raggiunto 56,7 miliardi di euro, con una crescita:

  • nominale del 4,6%;
  • reale del 3,1%.

Anche il saldo della bilancia turistica italiana è cresciuto. È passato da 21,2 a 22,7 miliardi di euro, confermandosi pari all’1% del PILQuesto dato misura la differenza tra la spesa dei turisti stranieri in Italia e quella degli italiani all’estero. È un indicatore importante del contributo del turismo all’economia nazionale. Nel 2025 l’Italia si è classificata al quinto posto nel mondo per entrate turistiche, con una quota del 3,4%.

Il risultato conferma il peso dell’incoming. I benefici non riguardano solo hotel e strutture ricettive, ma anche ristorazione, commercio, cultura, trasporti e servizi.

I mercati che stanno sostenendo la crescita italiana

La crescita del turismo internazionale in Italia arriva da mercati differenti, con caratteristiche e comportamenti di viaggio specifici.

Nel 2025 il contributo maggiore all’aumento delle entrate è arrivato da:

  • mercati asiatici;
  • Regno Unito;
  • Stati Uniti;
  • Francia;
  • Germania.

La spesa dei viaggiatori extra UE è cresciuta del 5,3%, mentre quella proveniente dai Paesi dell’Unione europea è aumentata del 4%. Questi dati offrono indicazioni importanti agli operatori turistici. Ogni mercato richiede infatti strategie specifiche. Un visitatore statunitense può avere aspettative diverse rispetto a un turista europeo in termini di durata del soggiorno, livello di spesa, modalità di prenotazione e servizi richiesti. Anche aspetti operativi come la presenza di informazioni multilingue, sistemi di pagamento adeguati, comunicazione digitale e proposta commerciale influenzano la scelta della destinazione.

Conoscere il valore dei diversi mercati significa quindi sviluppare prodotti più efficaci e intercettare meglio la domanda internazionale.

Città d’arte, montagna e grandi eventi guidano la domanda

Le motivazioni di viaggio continuano a orientare l’evoluzione del turismo internazionale. Nel 2025 le vacanze culturali e i soggiorni nelle città d’arte hanno registrato un incremento della spesa del 13,1%. Anche le località balneari hanno mostrato un andamento positivo, mentre la montagna ha registrato una crescita particolarmente sostenuta.

I grandi eventi hanno dimostrato la capacità di generare nuova domanda turistica. Il Giubileo e i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina rappresentano esempi concreti di come un appuntamento internazionale possa aumentare l’attenzione verso un territorio. La vera opportunità, però, consiste nel trasformare questo interesse temporaneo in valore stabile.

Per farlo, destinazioni e operatori possono sviluppare:

  • itinerari pre e post evento;
  • collegamenti con territori vicini;
  • esperienze culturali ed enogastronomiche;
  • proposte dedicate ai diversi mercati internazionali.

Un grande evento può quindi diventare un punto di partenza per costruire nuovi prodotti turistici e distribuire i benefici economici anche oltre la località direttamente coinvolta.

Quali opportunità si aprono per alberghi, tour operator e destinazioni

La crescita della spesa internazionale apre nuove opportunità per tutta la filiera dell’ospitalità. Nel 2025 la spesa dei viaggiatori ospitati in alberghi e villaggi turistici è aumentata del 9,5%, mentre i relativi pernottamenti sono cresciuti del 13,1%.

Sono aumentate anche le principali categorie di spesa, tra cui:

  • alloggio;
  • ristorazione;
  • shopping.

Per gli hotel questo scenario significa lavorare sempre più sulla capacità di aumentare il valore del soggiorno attraverso servizi aggiuntivi, esperienze locali, proposte personalizzate e strumenti di vendita diretta. Per i tour operator la crescita dell’incoming rappresenta un’opportunità per costruire prodotti dedicati ai mercati con maggiore capacità di spesa, integrando cultura, territorio, gastronomia e attività esperienziali. Per le destinazioni la sfida è creare una rete tra operatori diversi: ricettività, cultura, ristorazione, mobilità ed eventi devono diventare elementi di un’unica proposta turistica.

Il futuro del turismo internazionale in Italia 2026 dipenderà quindi dalla capacità di trasformare la crescita dei flussi in valore distribuito lungo tutta la filiera.

In questa prospettiva, BMT – Borsa Mediterranea del Turismo, in programma dal 3 al 5 marzo 2027, rappresenta un’occasione professionale per mettere in relazione operatori, buyer e destinazioni, sviluppare nuovi prodotti incoming e creare partnership sui mercati internazionali.